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Un piccolo prelievo (da sangue capillare) di campione. Un grande aiuto nella prevenzione

autoanalisi

Glicemia

In campo medico la quantità di glucosio (zucchero) nel sangue prende il nome di glicemia ed è in genere il primo esame che viene richiesto quando si sospetta un possibile diabete.

Il glucosio è la principale fonte di energia per la maggior parte delle cellule del corpo, comprese quelle del cervello. I carboidrati (o glucidi) si trovano in frutta, cereali, pane, pasta e riso e vengono più o meno rapidamente trasformati in glucosio quando introdotti con la dieta. L’assorbimento che si verifica durante e dopo un pasto ha come conseguenza un aumento della quantità circolante nel sangue di zucchero e, nel caso si raggiungano valori eccessivi, possono verificarsi sintomi di vario genere:

  • secchezza della bocca,
  • sete,
  • frequente bisogno di fare pipì,
  • visione offuscata,
  • affaticamento o sonnolenza,
  • dimagrimento,
  • sensazione di malessere,
  • mancanza di appetito,
  • alti valori di chetoni nelle urine.

Questi sono anche sintomi comuni del diabete, la malattia più comune legata al metabolismo dei carboidrati.

Le complicanze del diabete sono la terza causa di morte negli Stati Uniti ed i soggetti colpiti sono in costante crescita.

Si parla invece di pre-diabete quando i valori, pur oltre la soglia di normalità, non permettono una diagnosi di diabete; si tratta di una condizione in cui c’è un alto rischio di sviluppare la malattia, oltre ad infarto ed ictus, nel giro di 10 anni. Si ritiene tuttavia che una moderata perdita di peso ed una regolare attività fisica possano impedire questa progressione.

A digiuno:
• Soggetti sani hanno valori compresi tra 70 e 99 mg/dl,
• Un valore compreso tra 100 e 125 mg/dl è caratterizzato dalla
diagnosi di intolleranza glucidica (pre-diabete),
• Un valore pari a 126 mg/dl o superiore nella maggior parte
dei casi è segno di diabete.
Due ore dopo il pasto
• Soggetti sani hanno valori inferiori a 140 mg/dl,
• soggetti con intolleranza glucidica hanno valori tra 140 e
200 mg/dl,
• soggetti diabetici hanno valori più alti di 200 mg/dl.

Colesterolo

Il colesterolo è una sostanza essenziale per la vita: è un costituente delle membrane cellulari in tutti gli organi e tessuti del corpo. Viene usato dall’organismo per la sintesi degli ormoni, sostanze indispensabili per lo sviluppo, la crescita e la riproduzione e permette la sintesi degli acidi biliari che sono necessari per assorbire le sostanze nutrienti dal cibo.

Il corpo produce circa il 75% della quantità necessaria alle diverse funzioni metaboliche, ma il restante 25% è assunto con la dieta. Se si ha una predisposizione ereditaria a produrne troppo, oppure si mangiano quantità eccessive di alimenti che lo contengono, i livelli circolanti nel sangue aumentano e con essi anche il rischio di avere un impatto negativo sulla salute.

Il colesterolo in più nel sangue può essere quindi depositato sotto forma di placche sulle pareti dei vasi sanguigni e questi accumuli possono diminuire o bloccare il passaggio di sangue.

L’esame per valutare il colesterolo totale nel sangue fa parte del cosiddetto profilo lipidico, un insieme di valori che permettono al medico di capire quanti grassi circolano nel sangue e di che tipo: il colesterolo totale rappresenta la somma di questi grassi e permette una stima del rischio di complicazioni cardiovascolari (per esempio ictus ed infarti).

In genere livelli alti non causano alcun sintomo, quindi il paziente non può accorgersi dell’eventuale rischio.

Interpretazione

Nei casi in cui il valore rilevato sia superiore agli intervalli di riferimento si parla di ipercolesterolemia e, a seconda di eventuali altri fattori di rischio presenti, il medico potrà decidere di intervenire per abbassare i livelli.

Il primo obiettivo deve sempre essere agire sullo stile di vita:

  • Aumento dell'esercizio fisico,
  • Perdere peso se necessario,
  • Smettere di fumare,
  • Migliorare l'alimentazione riducendo il consumo di grassi di origine animale.

Quando questo non è sufficiente si valuta l'uso di farmaci.

Non c'è invece unanimità di giudizio nei casi di colesterolo basso: anche se viene rilevato spesso nei casi di alcune malattie (malnutrizione, problemi di fegato, tumore, ...) al momento non c'è alcuna evidenza che questo valore ne sia la causa. L'esame si effettua a digiuno.

Adulti:

  • Valori desiderabili: Inferiore a 200
  • Valori limite: Da 200 a 239 mg/dl
  • Valori elevati: 240 ed oltre

Da 2 a 17 anni:

  • Valori desiderabili: Inferiore a 170
  • Valori limite: Da 170 a 199
  • Valori elevati: 200 ed oltre

È considerato basso nel caso in cui, per un adulto sia inferiore a 100 mg/dl.

 

Trigliceridi

Verificare periodicamente la pressione arteriosa ed i valori di colesterolo totale è utile per monitorare il proprio rischio cardiovascolare, ma a questi esami dovrebbe essere aggiunto anche il controllo dei trigliceridi.

Da un punto di vista chimico si tratta di un tipo di grasso che si trova nel sangue; a seguito di un pasto l’organismo converte le calorie non utilizzate proprio in trigliceridi, per poi immagazzinarli in specifiche cellule deputate a funzione di riserva energetica e rilasciate in caso di necessità tra un pasto e l’altro.

Come per altri valori del profilo lipidico un eccessiva quantità circolante aumenta il rischio di malattie cardiovascolari (in particolare delle coronarie): uno dei principali meccanismi che causa l’aumento dei valori di trigliceridemia è mangiare più calorie del necessario, è quindi chiaro che la dieta è sempre il primo passo per un corretto controllo dei livelli plasmatici.
I valori non sono sempre proporzionali a quelli del colesterolo, quindi è possibile riscontrare valori alti di uno e valori bassi dell’altro indipendentemente.

Interpretazione

Nel caso di valori insolitamente bassi si potrebbe essere in presenza di malassorbimento o malnutrizione.

Più frequenti sono invece valori elevati (ipertrigliceridemia) ed in caso di altri fattori di rischio coronarici si tende a ritenere eccessivi già valori oltre i 150.Una condizione di ipertrigliceridemia è spesso indice di insulino-resistenza quando rilevata con ridotti livelli di HLD (colesterolo buono) ed elevati di LDL (colesterolo cattivo), e rappresentano in ogni caso un fattore di rischio clinico per la malattia coronarica.

Concentrazioni superiori a 1000 mg/dl sono causa di dolore addominale ma, soprattutto, sono pericolosi per la vita per il rischio di sviluppo di pancreatite. Esame effettuato a digiuno.

Adulti:

  • Valori desiderabili: Inferiore a 150
  • Valori limite: Tra 150 e 199
  • Valori alti: Tra 200 e 499

Da 2 a 17

  • Valori desiderabili; minore di 90
  • Valori limite: tra 90 e 129
  • Valori alti: 130 o superiori

 

Gravidanza

SI rileva in quantità importanti in tutti i primati in gravidanza (compresa la specie umana) essendo sintetizzata nella placenta con lo scopo di supportare il corpo luteo e, di conseguenza, la produzione di progesterone durante tutto il primo trimestre. Nei trimestri che seguono la placenta diventa in grado di produrre ormoni steroidei, diminuendo così l’importanza della gonadotropina corionica le cui concentrazioni iniziano a diminuire, per poi stabilizzarsi intorno settimana 20.

 

Urine

L'esame delle urine è un insieme di esami di laboratorio che consente di analizzare le caratteristiche chimiche e fisiche delle urine e del relativo sedimento. Esso permette di individuare o sospettare condizioni patologiche dei reni o delle vie urinarie, oltre che diverse malattie sistemiche.

 

Celiachia

L’esame delle IgA e/o delle IgG antitransglutaminasi viene usato per valutare alcune malattie autoimmuni ed in particolare la celiachia.
Le malattie autoimmuni si verificano quando il sistema immunitario scambia una sostanza non pericolosa per un corpo estraneo e la attacca. Nel caso della celiachia la sostanza responsabile è il glutine, una proteina che si trova nel grano, nell’orzo, nella segale e nell’avena.
La risposta immunitaria nei pazienti celiaci scatena la produzione di anticorpi che contrastano un enzima normalmente presente nell’intestino, la transglutaminasi (tTG).

 

Test stupefacenti

Attraverso i vari test tossicologici si mira a rilevare, all'interno dell'organismo, la presenza delle varie droghe o quella dei relativi metaboliti, cioè di quei particolari enzimi che, soprattutto a livello epatico, attaccano e scompongono tutte le sostanze assunte.
L'esame delle urine rappresenta la metodologia maggiormente utilizzata alfine di individuare i soggetti che fanno uso di sostanze.

 

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